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Carmilla Dolls

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Ho sempre amato le bambole.
Da piccolissima, le creavo con la carta.  Disegnavo interi guardaroba di vestitini che , poi, ritagliavo e facevo “indossare” alle mie bamboline.
Sempre con la carta, realizzavo le anche gli scenari in cui far “vivere” le mie creaturine. Era il gioco più appagante e divertente, per me. Passavo le ore a creare storie e personaggi. Interi piccoli mondi in miniatura.
Crescendo, non ho accantonato questa passione, ma per anni mi sono dedicata principalmente al disegno e all’illustrazione. Creavo sempe i personaggi, ma restavano sulla carta e le bambole, che continuvo ad amare, mi limitavo a collezionarle.
Poi, tanti anni , su una vecchia rivista, lessi un articolo su una deliziosa signora che realizzava bellissime bambole di stoffa con la tecnica Glorex.Quella signora deliziosa era Laura Scattolini.
Mi innamorai all’istante di quelle bambole e ancora di più della possibilità di crearne una con le mie mani. Ma non “sentivo” la stoffa come medium giusto. Troppo limitata la possibilità di creare. troppo tristi le mascherine di plastica. Io volevo qualcosa di diverso.
Così, questo desiderio è rimasto chiuso in un cassetto, per anni.
Finchè, un giorno, su un’altra rivista allora appena nata, vidi delle bambole meravigliose, create con la pasta sintetica. Erano splendide creature dai capelli rossi e dai volti intensissimi ed espressivi. Ne rimasi incantata. Le piccole creature con i capelli fulvi erano opera  della deliziosa signora che avevo conosciuto anni prima attraverso le pagine di un vecchio giornale per signore: Laura Scattolini.
Nell’articolo, parlava diffusamente della tecnica e del materiale che usava per realizzare quelle meraviglie. Ne fui immediatamente ispirata e decisi di provare. Non potevo permettermi di comprare una di quelle bambole. Ma volevo provare a realizzarne una tutta mia.
All’inizio è stato un pò frustrante perchè non c’erano libri in Italia, su come realizzare bambole in pasta sintetica e non sapevo nè dove trovare il materiele, nè da che parte cominciare per scolpire una bambola. Ma, ancora una volta, la stessa rivista mi è venuta in aiuto pubblicando una serie di articoli passo passo, su come realizzare una bambola bebè, ad opera di Naoko Fortunato.
E così è nata la prima bambola di Carmilla, il mio alter ego: Elizabeth. Ed è ancora una di quelle a cui sono più affezionata.
E siccome, come quando ero bambina, volevo che alle mie piccole creature non mancasse nulla, ho scelto di realizzarle in scala 1/12, quella delle dollhouse, perchè potessero “abitare” in una bella casetta e avere tutto ciò che serviva loro per essere felici.
Negli anni, la mia tecnica si è affinata. Ho comprato libri, ho studiato il lavoro di altre bambolaie. Internet è una preziosissima risorsa per il reperimento del materiale – dal prosculpt, che è la mia pasta  sintetica preferita, alle stoffe per gli abiti a fantasie minutissime, alla viscosa o mohair per le minuscole parrucche, e anche per confrontarsi con il lavoro di altre artiste.
Ognuna delle mie piccole creature  è realizzata completamente a mano. Scolpisco testa, busto e arti che poi assemblo con gli scovolini da pipa, se voglio una bambola “snodata”, oppure su un’armatura di fil di ferro, se voglio una figurina più realistica.
L’ispirazione può venire da qualsiasi cosa: un libro, un film, un quadro, una canzone, una bimba vista per strada…una stoffa particolarmente interessante.
Ma anche dal lavoro di altre artiste.
Sono passati tanti anni da quando ho iniziato questa avventura,  ma ogni volta che creo una bambola, provo sempre la stessa emozione.
Dopo la pausa forzata dovuta alla nascita del mio primo e unico figlio, sono pronta a rimettermi all’opera.
Attenzione: Carmilla sta tornando!!
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Pagina Facebook: Carmilla Dolls
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